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giovedì 17 febbraio 2022

Abbiamo ritirato la bimba dalla scuola e scelto l’istruzione parentale

 

Dopo diversi giorni di riflessione io e mia moglie abbiamo deciso di rimuovere dalla scuola pubblica la nostra figlia minore, che frequentava le elementari, e di ricorrere, almeno fino alla fine di questo anno scolastico, all’istruzione parentale. I recenti decreti del governo e le interpretazioni dell’istituto hanno portato a un completo annullamento della possibilità di insegnare da parte delle maestre e di istruirsi da parte dei bambini. Questo sistema sta decretando la fine della scuola e minando la serenità delle famiglie e dei nostri figli. Abbiamo dunque presentato tutti i moduli del caso alla scuola, dove si certificava che, come famiglia, saremmo stati in grado di adempiere economicamente all’istruzione di nostra figlia per poi cominciare l’istruzione parentale. L’abbi amo iscritta in un istituto dove sono presenti quattro maestre e i bambini in tutto sono una ventina; nostra figlia è solamente con altri tre ragazzi. Gli spazi sono enormi, inoltre sono talmente pochi e talmente distanziati che non servirebbero neanche le mascherine. Alla fine dell’anno scolastico mia figlia dovrà sostenere un esame per verificare le sue competenze. Paghiamo circa 300 euro al mese e siamo contenti di questa scelta. Questo perché pensiamo che la scuola non abbia le competenze e il diritto di imporre un sistema di controllo sanitario come quello dei tamponi a tappeto e del green pass. Purtroppo, stiamo assistendo a una fase che porterà a discriminare i nostri ragazzi attraverso la futura imposizione di questo tipo di vaccino come la soluzione al problema. Nelle scuole medie già stiamo assistendo alla creazione di bambini e ragazzi di serie A e di serie B, vaccinati e non vaccinati, purtroppo anche nei rapporti fra i bambini, grazie ai professori che chiedono lo stato vaccinale per alzata di mano. Lo dico senza pregiudizio, da vaccinato con tre dosi. Purtroppo, come ci dimostrano i recenti avvenimenti, l’inoculazione dei ragazzi porta a una falsa sicurezza nella scuola. Non penso che una caccia alle streghe sulla pelle dei nostri bambini sia la soluzione del problema. Presidi e istituzioni devono far sentire la propria voce al ministero per rendere la scuola migliore, a partire dagli spazi dedicati ai nostri bambini e alla cura della qualità dell’aria che abbiamo all’interno delle classi.



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