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giovedì 10 febbraio 2022

Martedì il piano Ue per i chips con 50 miliardi di fondi

 

Autonomia nella produzione dei semiconduttori e possibili controlli all’export; finanziamenti per quasi 50 miliardi di euro. È il piano strategico che la Commissione della Ue si appresta a presentare martedì a Bruxelles con il Chips Act. L’obiettivo è spingere la produzione di semiconduttori in Europa dal 10% al 20% entro il 2030. Bruxelles intende perseguire l’autonomia strategica nel settore limitando la dipendenza dai Paesi terzi con la creazione di maxicentri nella Ue. In dettaglio, arriveranno 12 miliardi di euro di fondi pubblici (sei dal bilancio comune e sei dai governi nazionali) per la ricerca e nello sviluppo di semiconduttori sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico. A questi si aggiungono oltre 30 miliardi di euro di investimenti pubblici già previsti dai governi, sostenuti dal Recovery Fund, dal programma Horizon Europe e dai bilanci degli Stati. È allo studio un fondo da 5 miliardi dedicato alle start-up. Ci saranno novità anche per le regole sugli aiuti di Stato, adeguate per essere più flessibili a sostegno delle imprese europee e della creazione di grandi impianti di produzione di chip (Mega Fab). Il Chips Act sarà accompagnato anche da una raccomandazione per introdurre alcune salvaguardie nel caso di gravi crisi nella catene globali di approvvigionamento. «L’obiettivo dell’Europa - si legge nella bozza - sarà stabilire un approccio cooperativo» con i rivali principali come Taiwan, Singapore, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti, per «affrontare la sua sicurezza dell’approvvigionamento». Tuttavia la Ue dovrebbe essere preparata a un cambiamento improvviso della situazione politica o a crisi impreviste, che potrebbero minacciare la sicurezza e tra le contromisure previste rientra la possibilità di «sorvegliare le esportazioni» dei microchip e dei componenti necessari alla loro produzione.

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