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martedì 18 gennaio 2022

Subito piÙ Energia da eolico e solare

 

P er anni chi affermava che i combustibili fossili andassero progressivamente superati per evitare disastri è stato definito catastrofista. Oggi finalmente emerge ovunque la necessità inderogabile di un cambio di rotta: governi, associazioni, imprese, cittadini hanno capito che il momento è adesso. Come se non bastasse l’argomento del cambiamento climatico contro le fonti fossili, di recente (e per l’ennesima volta…) è esploso il problema dei costi. Lo stanno scoprendo famiglie e imprese con la vicenda del caro-gas. Il prezzo cresce e non possiamo controllarlo: le bollette salgono. Questo è un problema serio per l’Italia, che ha una dipendenza energetica quasi patologica dal gas (40%), nettamente superiore alla media europea (24%) e inferiore solo a grandi produttori come Russia e Turkmenistan. La risposta principale ai nostri problemi energetici, ambientali ed economici, c’è già: solare ed eolico sono tecnologie mature e disponibili. Nessuna importazione, nessun costo della materia prima, nessuna emissione in atmosfera. Il problema è che la transizione energetica va ancora troppo a rilento e, mentre siamo stretti tra   un clima sempre meno prevedibile e bollette sempre più care, c’è chi rincorre soluzioni irrealizzabili o lontane nel tempo. Il gas importato fa schizzare alle stelle il costo dell’energia e purtroppo l’aumento della produzione nazionale non abbasserà di un centesimo il carico per le nostre tasche, poiché il prezzo del gas è determinato sui mercati internazionali. Il petrolio in Italia non costa meno che in Francia poiché disponiamo dei giacimenti in Basilicata. Il gas contribuisce anche a peggiorare la crisi climatica. Il metano è un gas serra decine di volte più potente della CO2 e le perdite che si registrano lungo la sterminata rete di trasmissione e distribuzione sono un problema che continuiamo a mettere sotto il tappeto, come evidenziato alla COP 26 di Glasgow. Recentemente è risorto il dibattito sul nucleare, una tecnologia morta da almeno 40 anni in tutto il mondo per ragioni innanzitutto economiche: costa troppo. La Germania sta chiudendo tre centrali in queste ore, entro fine anno le spegnerà tutte. In 70 anni la Cina ha installato 50 GW di nucleare, mentre, solo nel 2021, ha installato 100 GW di eolico e fotovoltaico. Se il nucleare è insignificante in Cina dove c’è una economia pianificata, ha senso parlarne in Italia, dove non ha sfondato neppure nell’epoca d’oro, decenni fa? Per mettere in campo in Italia un piano nucleare occorrerebbero requisiti che non abbiamo: siti dove installare i reattori (chi si offre?), depositi certi dove collocare le scorie (lo richiede la tassonomia Ue), investimenti per almeno 100 miliardi di euro (i privati hanno già fatto capire di non essere interessati a spendere) e soprattutto tempo, almeno 20 anni. È un tempo che, semplicemente, non abbiamo, perché la decarbonizzazione va fatta adesso. Il nucleare è totalmente irrilevante per le prospettive concrete di transizione energetica da qui al 2050. E la realtà non cambia se usiamo termini come “nucleare pulito” (un ossimoro) o “nucleare di nuova generazione”. Sono argomenti che studiavamo all’università 30 anni fa e nessuno li ha mai realizzati. L’obiettivo primario che l’Italia si deve porre è un’espansione poderosa e veloce della produzione elettrica rinnovabile. Oggi è tecnicamente possibile pianificare un sistema 100% rinnovabile: non siamo più negli anni ’80 quando non esistevano smart grid, batterie, digitalizzazione. Le rinnovabili ci permettono di fare esattamente quel che ci serve per chiudere il cerchio e liberarci da petrolio e gas: mobilità a zero emissioni, idrogeno verde per l’industria pesante, elettrificazione degli usi finali a cominciare dal riscaldamento degli edifici. L’Italia dovrebbe aggiungere 70 GW di rinnovabili elettriche da oggi al 2030. Aumentare vertiginosamente in pochi anni la produzione di materiali e dispositivi per la conversione e l’accumulo di rinnovabili, dai pannelli alle batterie, è una sfida enorme. Ma anche una straordinaria opportunità per un Paese manifatturiero come l’Italia. Il problema è il tempo: ne abbiamo pochissimo e non possiamo perderne altro facendoci distrarre o persino ingannare dal miraggio di opzioni irrealizzabili o lontane nel tempo. Le soluzioni chiave per decarbonizzare il sistema energetico non solo esistono già, ma sono veloci da installare, sicure, affidabili, socialmente sostenibili ed economicamente imbattibili. Basta chiacchiere.

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